
Tra le gallerie scelte a inaugurare Raritas al Salone del Mobile ce n’era una in particolare che punta tutto sul design radicale. È la Mouromtsev Design Editions, nuovissima, che non ha ancora una sua sede fisica – avrebbe dovuto inaugurare a breve a Dubai, ma data la situazione geopolitica è rimasta per ora solo digitale – e presenta proprio a Milano la sua prima collezione collectible, con la curatela di Maria Cristina Didero. «È l’obiettivo del founder, Efim Mouromtsev, a essere interessante nel concept di questa galleria: usare il design come strumento per confrontarsi con la realtà, per proporre una riflessione sul presente», racconta lei stessa. «Così abbiamo scelto Job Smeets, artista e progettista belga, profondamente concettuale. Il titolo della collezione è Soft Parade e approfondisce il tema della morbidezza intesa come espressione tangibile della gentilezza verso gli altri, verso il mondo». Interessante anche il codice espressivo usato da Job, l’ironia e il gioco della contraddizione. Sei i pezzi che la compongono: un day bed che sembra una piuma, fragilissima, eppure capace di sostenere senza difficoltà il peso corporeo; un tappeto che si chiama Gentle Panther e, se il felino richiama la ferocia, il tappeto è morbido e accogliente; una poltrona che sembra fatta di fuoco e fiamme e invece è comoda e avvolgente. C’è un tavolo formato da una sorta di chewing gum rosa che emerge dai distributori di caramelle che lo sostengono, ricordo d’infanzia del designer; un coffee table fatto dai colletti dei servitori del Settecento. E infine una ruota, una delle più grandi invenzioni dell’umanità, che, invece di servire al movimento, porta luce e diventa una lampada. I prezzi delle opere variano dai 30mila ai 100mila euro. «Sì, perché ognuna è realizzata utilizzando materie prime preziose e con lavorazioni artigianali molto sofisticate», aggiunge Didero che nei suoi progetti di curatela si concentra sull’uomo, sul suo storytelling piuttosto che sull’oggetto, sull’espressione simbolica e dell’intelligenza manuale piuttosto che sulla forma.
