Cadono le barriere ormai il design siede nell’olimpo del collezionismo

A un anno da un’edizione “cinematografica” corredata dagli effetti speciali dei registi Paolo Sorrentino e Bob Wilson, il Salone del Mobile (dal 21 al 26 aprile) scopre che l’arte ce l’ha già in casa e decide di metterla in mostra tra i padiglioni della Fiera di Rho. Benvenuti al Salone Raritas, una wunderkammer dove va in scena un pezzo di storia del design attraverso una selezione di oggetti unici presentati da 25 tra le migliori gallerie del settore, antiquariato compreso. Il progetto, curato da Annalisa Rosso (direttore editoriale e culturale advisor del Salone del Mobile) con l’allestimento di Formafantasma, consacra quello che è ormai un trend riconosciuto che vede il design d’autore come oggetto da collezione al pari delle arti cosiddette maggiori.

«Il Salone del Mobile non è mai stata un’entità isolata ma risponde a sollecitazioni che arrivano da un contesto storico specifico, fatto di produzione e mercati, situazioni geopolitiche, cambiamenti sociali e culturali – spiega la curatrice – e abbiamo capito che la progettazione degli interni, compresi i grandi progetti contract, oggi è in cerca di elementi diversi da affiancare al design industriale, oggetti capaci di aggiungere un valore identitario e restituire un senso di unicità sempre più desiderato. Ecco allora l’idea di un Salone Raritas che riunisca gallerie di design da collezione, antiquari, editori e craft d’eccellenza in dialogo tra loro: abbiamo voluto mettere insieme linguaggi, epoche e geografie diverse, dall’Italia all’Europa, fino al Medio Oriente e al Sud America».

Così vedremo accostati prestigiosi antiquari, come Botticelli Antichità & Alessandra Di Castro o Brun Fine Arts, a gallerie leader nel mercato del design come Nilufar o Parasite 2.0. In mostra, tra gli oggetti più significativi, ecco la nuova collezione Soft Parade di Job Smeets curata da Maria Cristina Didero per Mouromtsev Design Editions, il mastodontico Plume di Sabine Marcelis, uno scrigno in legno e pietre dure di fine XVII / inizio XVIII secolo presentato da Brun Fine Art, la poltrona outdoor Grand Ribaud creata da Thomas Defour per l’editore francese 13Desserts, la seating sculpture di Franz West presentata dalla galleria austriaca Zippenfenig, la Crockery Pink Chair di Max Lamb per 1882 Ltd, i pezzi unici in vetro Ice Dolmen di Andrea Branzi per Massimo Lunardon Edizioni, il sistema modulare Secunda Natura – NothingHere Is Just A Wall di Parasite 2.0 per Bianco67, in travertino di recupero; e ancora, la poltrona How High the Moon di Shiro Kuramata presentata da Sceners Gallery / Galerie Philia, il progetto di E.J.R. Barnes per Max Radford Gallery.

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