
Si chiama Salone Raritas, il nuovo percorso che, dal 21 al 26 aprile, esordirà nel cuore degli stand (padiglioni 9-11) di Rho. Una piattaforma culturale e insieme commerciale che, dice la sua curatrice Annalisa Rosso, nasce con un obiettivo: “Creare un ponte tra la produzione creativa speciale e la filiera internazionale del progetto. Non ci rivolgiamo ai collezionisti, ma agli architetti, agli interior designer, agli sviluppatori e investitori che già si danno appuntamento al Salone”. Un cambio di scala indicato dal mercato. Perché è questo che sta accadendo a livello globale: dagli hotel in vetta ai grattacieli di Kuala Lumpur alle penthouse di New York, dai resort a Bali alle residenze chiavi in mano di Los Angeles, accanto agli arredi dei grandi marchi spuntano sempre più oggetti rari a ritagliare identità su misura.
Ma proviamo a entrare, in anteprima, tra le stanze di Salone Raritas, che ogni galleria – scegliendo da una palette cromatica e materica definita da Formafantasma – potrà personalizzare. Il numero di invitati, innanzitutto: meno di 30, da antologia. E poi la mappa: internazionale. Da Dubai, ad esempio, arriva Collectional – primo indirizzo permanente di collectible aperto nella regione – che affiancherà a pezzi in edizione limitata una mostra di opere firmate ad hoc da Sabine Marcelis. Sempre dagli Emirati, ecco l’esordiente Mouromtsev Design Editions con Soft Parade, personale dell’artista belga Job Smeets curata da Maria Cristina Didero. E se il Brasile sarà rappresentato dalla galleria Mercado Moderno, punto di riferimento per il modernismo tropicale, l’antiquariato europeo risponderà con la panoramica (dalle sedi di Londra, Milano e Firenze) di Brun Fine Art. La storica fornace di Murano Salviati, invece, ha affidato a Draga & Aurel il compito di reinterpretare il vetro in chiave contemporanea; Bianco67 combina marmi e tecnologie con una collezione firmata Parasite 2.0. Gioca in casa Nilufar, pioniera nel dialogo tra maestri del passato e del presente: ovviamente, gli spazi milanesi restano meta imprescindibile del FuoriSalone, però Nina Yashar ha voluto far parte anche dell’avventura a Rho: un altro ponte a unire, questa volta, la città al Salone. D’altronde, è convinta la presidente Porro, gli stessi universi del design, da collezione e industriale, sono più connessi di quanto si potrebbe immaginare: “Se pensiamo a figure come Carlo Mollino, vediamo quanto sia sempre stato forte il legame tra pezzi unici e aziende. Immaginiamo ancora una sua sedia: tutto, alla fine, nasce dalle mani di straordinari artigiani che lavorano per i nostri brand e per le gallerie”.
